Nel corso di questi ultimi mesi sono stati infiniti i rumors riguardanti Google che sembra stia lentamente muovendo i suoi passi per entrare nel gigantesco mondo dei videogames.
Fino ad ora le notizie sono poche, ma quel che sembra certo è che la strategia sia quella di creare una piattaforma streaming, un hardware e di portare in casa Google numerosi programmatori e sviluppatori.
Premettendo però che Google non è nuova nel mondo dei videogames, nel 2014 la società sarebbe stata pronta all’acquisto di Twitch prima che Amazon si facesse avanti.
Per anni sono circolate voci su una console di Google con tecnologia Android ma ciò non è mai accaduto.
In questo periodo le chiacchiere su Google si sono fatte più forti.
Alla Game Developers Conference di marzo, i rappresentanti di Google hanno partecipato a varie riunioni con diverse grandi società di videogames per valutare il lancio di una piattaforma di streaming in codice Yeti.
Google ha anche tenuto incontri all’E3 2018 e da quello che si dice in giro, la società si sarebbe mossa non solo per stringere un accordo con gli sviluppatori di giochi per Yeti, ma per acquistare interamente gli studi di sviluppo.
Ma come dovrebbe funzionare la piattaforma streaming di Google?
Come la GeForce Now di Nvidia, il servizio di Google scaricherebbe il lavoro di rendering della grafica su computer potenti altrove, consentendo così anche ai PC più economici o più datati di giocare in fascia alta.
Il più grande vantaggio dello streaming, al contrario dei dischi o dei download, è la rimozione di ogni tipo di barriera hardware per i videogames (un gioco per esempio come Tom Clancy’s Rainbow Six Siege potrà raggiungere un bacino di utenti molto più ampio se i giocatori non necessiteranno di una costosa scheda grafica o di una console per riprodurlo).
Le voci di corridoio per quello che riguarda lo sviluppo dell’hardware da parte di google sono state nettamente minori, sembra comunque che sarà collegato in qualche modo con il servizio di streaming.
Non abbiamo comunque la certezza che Google stia cercando di competere con le specifiche tecniche delle prossime console di casa Sony o Microsoft o se questa console Google sarà meno costosa e di fascia bassa.
Ovviamente come ogni cosa anche qui ci saranno delle difficoltà da affrontare.
In questo caso la grande avversità è ovviamente la larghezza di banda internet, lo streaming di videogames pesanti significa caricare e scaricare grandi quantità di dati, il che è difficile in molte parti del globo a causa dei limiti di larghezza di banda e alla mancanza di accessibilità alle connessioni ad alta velocità.
Google Fiber (servizio a banda larga di fascia alta che consente di raggiungere velocità pari a 100 volte quello che la maggior parte degli americani ha nelle loro abitazioni) potrebbe essere la soluzione, anche se momentaneamente è un servizio limitato.
Altra grande difficoltà è lo scetticismo da parte di quasi tutti i programmatori e gli sviluppatori.
Lo storico di Google vanta già un elevato numero di avvii e abbandoni di molte iniziative è questo è un cattivo segno, così come la mancanza di un’infrastruttura internet adeguata in gran parte anche dell’America rurale, e poi la storia è piena di console che hanno tentato di sostituirsi alle ormai invincibili Sony, Microsoft e Nintendo… Tutti sappiamo come è finita.
La cosa certa è che Google vuole fare jackpot!
All’inizio di quest’anno, la società ha ingaggiato Phil Harrison, il veterano dirigente di videogiochi che ha trascorso lunghi periodi in Sony e Microsoft come top manager per PlayStation e Xbox, la società americana ha inoltre proceduto ad assunzioni di sviluppatori e venditori di videogames di casa EA, PlayStation e di molte altre importanti aziende.
Di certo i soldi non sono un problema, ma solo il tempo ci dirà se queste belle idee saranno destinate a fare la fine dei Google Glass.

Edo jeeg

Edo jeeg

Nerd, Gamer , Japan addicted.

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